Venerdì 27 gennaio 2017 – Giornata della Memoria Presentazione del Quaderno di CLUBI nr. 10
27/01/2017 - 27/01/2017
Venerdì 27 gennaio 2017 – Giornata della Memoria Presentazione del Quaderno di CLUBI nr. 10

INVITO
Venerdì 27 gennaio 2017 – Giornata della Memoria
Presentazione del Quaderno di CLUBI nr. 10
Ore 20:45 – Sala Legrenzi – Palazzo Marinoni Barca - Clusone
Interverrà l’autore Mino Scandella
Presentazione di Mario Brusasco e Carla Polloni

Ricordate che questo è stato
Ebrei internati liberi a Clusone 1941-1945
di Mino Scandella

In occasione della presentazione del libro, verrà proiettato il video ''Una famiglia di ebrei in fuga ad Ardesio'', gentilmente concesso dall'autore Giorgio Fornoni, noto giornalista, reporter, fotografo e documentarista originario di Ardesio.
E' la storia della famiglia Schwamenthal, partita da Ferramonti e giunta a Clusone nei primi anni '40, per spostarsi poi a Gromo e infine ad Ardesio, dove troverà rifugio fino alla fine della guerra.
Fu proprio nella stalla dei nonni di Giorgio Fornoni che nacque la figlia di Alice Schwamenthal, Liliana.
Una testimonianza preziosa, un'occasione unica.
Saranno con noi anche Irene Lazzari, Luisa Morandi e Felicina Giudici, con memorie, ricordi e storie di vita vissuta.
Vi aspettiamo numerosi.


Dal ’41 al ’45 Clusone fu, nella provincia di Bergamo, il centro abitato che ospitò il maggior numero di ebrei internati, tanto che recentemente una ricercatrice cecoslovacca, visto il loro numero , ha pensato che fosse un campo di concentramento. Fu un crocevia, un punto di passaggio per chi scappava dalla persecuzione nazista e fascista, un luogo dove raccogliere le forze prima di continuare la fuga.
Alice Redlich ricorda che a Clusone c’erano “tante carogne” che resero difficile il soggiorno ai confinati; si riferiva soprattutto ai notabili e alle autorità comunali. Ma il sentimento popolare era un altro. Ci fu chi, anteponendo alla prudenza, alla convenienza e al proprio interesse la voce della coscienza e il senso di umanità, aiutò gli ebrei in quei terribili frangenti della loro vita. Non ho potuto sapere quanti furono, ma la loro generosità può avere aiutato gli ebrei “salvati” a riacquistare un po’ di fiducia negli essere umani.
Quando passo in Longarete penso a quel bambino, Harry Zeuger, che qui abitò e forse ebbe qualche momento felice giocando con i coetanei, prima del tragico epilogo della sua breve vita.


 
Documenti
  1. locandina presentazione quaderno nr. 10